Le Maschere Guida

È il gruppo delle maschere principali, che ricalcano il significato propiziatorio di abbondanza e fertilità e devono pertanto dare l'idea di autorità, potenza e bellezza. Sono caratterizzate infatti da elementi ricorrenti: abbigliamento prezioso, alto copricapo, presenza di un bastone/scettro di comando, perfezione nelle forme e nelle vesti, nastri, fiori e colori sgargianti, continuo movimento in corsa o ballo, suono gradevole dato da bronzine o campanelli, oro e oggetti preziosi.

Fanno parte di questo gruppo tutte le maschere con la radice "Mata" ossia i Matazìn del Comelico, di Zoldo e Sottoguda, i Matacìnch di Laste e i Matiéi di Canale d'Agordo. A questo gruppo inoltre, per le citate caratteristiche, appartiene anche la Zinghenésta di Canale. Queste figure solitamente non parlano ma si esprimono attraverso atteggiamenti e gesti. Proprio per questo, oltre che dalla musica, sono accompagnati spesso dal Lachè, che ha la funzione di aiutante e di tramite con il pubblico. Le maschere guida di solito restano isolate durante la sfilata e ballano tra di loro, ma in alcuni momenti come nelle soste in qualche piazza possono concedere un ballo agli astanti.

Vediamo brevemente le maschere di Canale d'Agordo che rientrano in questo gruppo:

 
 

La Zinghenesta

É la maschera tipica di Canale d'Agordo e la prima maschera guida femminile dei carnevali bellunesi. La Zinghenésta è la ragazza più bella del paese, eletta annualmente regina della festa. È vestita sfarzosamente, con un bianco corsetto, una gonna pieghettata da festa, fazzoletti colorati, nastri, collane, ciondoli, fiori e oggetti preziosi. In testa indosso il tipico cappello dei Coscritti ed ai piedi porta i scarpét e delle sonagliere da cavallo mentre in mano porta un mazzo di fiori.

Secondo la tradizione il corteo mascherato si reca nella sua casa per poi confluire nella piazza del paese. Assieme ai Matiéi e ai Lachè, la Zinghenésta danza e salta a ritmo di musica.

Il Matèl ed il Lachè

Il Matèl di Canale d'Agordo è la maschera guida più tradizionale, le cui caratteristiche si possono ritrovare anche negli altri Carnevali delle Dolomiti. Indossa un cappello conico di circa 60 cm, ricoperto di tessuto e adornato di nastri colorati e fazzoletti frangiati. Il viso, incorniciato da un fazzoletto, quando non è coperto da un volto ligneo “da bello” è dipinto di bianco. Porta una lunga camicia bianca lasciata fuori dai pantaloni con dei nastri variopinti cuciti attorno al collo e una cintura anch'essa adornata di nastri e fazzoletti. Indossa un paio di pantaloni alla zuava coperti da due garmài e due lunghi calzettoni di diverso colore: rosso a destra e blu a sinistra.Completano la figura delle sonagliere di brondìne e un lungo bastone fornito di nastri, fazzoletti e campanelli. I vari Matiéi accompagnano la Zinghenésta, saltando, danzando e facendo risuonare i campanelli in continuazione.

Il Lachè è del tutto simile al Matèl, ma porta un cappello e un bastone più basso.